I Nauru files inchiodano il governo australiano

nauru

Il quotidiano britannico The Guardian è entrato in possesso di un fascicolo (denominato “Nauru files”) che documenta migliaia di abusi e violenze, avvenute nel centro di detenzione per richiedenti protezione internazionale dell’isola di Nauru, a nord dell’Australia. Il periodo preso in considerazione dal rapporto va dal maggio del 2013 all’ottobre del 2015. Il 10 agosto, il quotidiano britannico ha pubblicato più di ottomila pagine dei duemila documenti che parlano delle violenze avvenute nel centro. Ecco, per punti, cosa è emerso:

  • I documenti mostrano che il 51,3% dei casi di violenze denunciati riguarda minori, che rappresentano il 18% della popolazione del centro di detenzione.
  • Nel rapporto sono contenute 7 denunce di abusi sessuali su minori, 59 denunce di violenze sui minori, 30 casi di autolesionismo che hanno riguardato minori.
  • Le violenze sessuali contro le donne sono molto diffuse e sono stati riportati almeno 23 casi di questo tipo. Si tratta di violenze messe in atto da operatori del centro, nella completa impunità.
  • L’Australia ha finanziato la costruzione del centro di detenzione a Nauru (che è uno Stato indipendente), in cui rinchiude i migranti irregolari che vengono fermati dalla marina australiana. In cambio, Canberra versa al paese 1,2 miliardi di dollari all’anno.
  • A giugno nel centro erano ospitate 442 persone, 338 uomini, 55 donne e 49 bambini.
  • Un altro centro di detenzione finanziato dal governo australiano si trova a Manus Island, in Papua Nuova Guinea, dove sono ospitate 854 persone.
  • Il centro di detenzione di Nauru era inizialmente progettato per 800 persone, ma nel tempo ha accolto più di mille richiedenti asilo, tra cui anche famiglie e molti minori. I migranti rinchiusi nel centro sono soprattutto iraniani, iracheni, afgani, pachistani e tamil dello Sri Lanka.
  • I migranti in attesa di una risposta alla loro richiesta d’asilo vivono ammassati nelle tende, che si allagano quando piove e si surriscaldano nelle giornate di sole. Sono molto frequenti i casi di suicidio e di autolesionismo.
  • Il rapporto mostra, infine, che i migranti non hanno alcun accesso alle cure mediche.
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