La Camera delle Filippine approva il ritorno della pena di morte

duterte

Il 7 marzo la Camera dei rappresentanti delle Filippine ha approvato, con 216 voti a favore, 54 contrari e un’astensione la proposta di legge 4727 sulla reintroduzione della pena di morte. Il presidente della Camera ha apertamente minacciato di annullare le nomine a incarichi prestigiosi dei parlamentari che avessero osato votare contro o astenersi. Il testo passa ora all’esame del Senato.

L’approvazione in prima lettura della misura chiesta dalla maggioranza parlamentare che appoggia il presidente Duterte costituisce un pericoloso passo indietro e una clamorosa violazione degli obblighi internazionali delle Filippine. Da quando, il 30 giugno, il presidente Duterte è salito al potere, nelle strade delle Filippine vi sono stati oltre 8000 morti, molti dei quali a seguito di esecuzioni extragiudiziali nel contesto della cosiddetta “guerra alla droga” proclamata da Duterte. Secondo il diritto internazionale, l’uso della pena di morte deve essere limitato ai crimini più gravi, tra i quali non sono compresi i reati di droga. Non vi è inoltre alcuna prova che la pena di morte abbia un effetto deterrente particolare o superiore rispetto ad altre sanzioni.

Il Senato rappresenta ora l’ultima speranza per evitare che le Filippine vengano meno ai loro obblighi internazionali ed evitare un passo indietro. Nel 2007 le Filippine hanno infatti ratificato un trattato internazionale che vieta categoricamente le esecuzioni e impegna i paesi verso l’abolizione della pena di morte. Non è prevista alcuna possibilità di ritirarsi da tale obbligo. Dal 2006, anno dell’abolizione della pena di morte, le Filippine hanno sostenuto con convinzione la causa abolizionista, promuovendo diverse iniziative in ambito internazionale e riuscendo anche a ottenere la commutazione delle condanne alla pena capitale inflitte a cittadini filippini all’estero.

I paesi che hanno abolito la pena di morte per legge o per prassi sono attualmente 141. Nella regione Asia – Pacifico, 19 paesi l’hanno abolita per tutti i reati e altri 8 sono abolizionisti per prassi. In Mongolia, un codice penale abolizionista entrerà in vigore nel luglio 2017.

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