Amnesty: in Darfur usate armi chimiche

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“Stupri e uccisioni di massa commessi dai militari di  Khartoum” 

Più di 200 persone, tra le quali decine di bambini, sono state uccise in Darfur da armi chimiche utilizzate dal governo sudanese per stroncare la rivolta dei ribelli e venire a capo, a suo modo, di quella guerra dimenticata che dal 2003 ha provocato almeno 400.000 morti e due milioni di sfollati (secondo i dati forniti dalla Coalition for International Justice, ritenuti attendibili dalle Nazioni Unite e da molte ONG internazionali). Lo rivela Amnesty International, denunciando “stupri e uccisioni di massa” e l’uso di armi chimiche “almeno trenta volte” nel corso dell’offensiva lanciata da Khartoum in gennaio nella zona di Jebel Marra.

Il governo di Omar al Bashir nega e, attraverso l’ambasciatore all’Onu Omer Dahab Fadl Mohamed, fa sapere che “le accuse di uso di armi chimiche da parte delle forze armate sudanesi sono prive di senso e inventate”. Ma la documentazione fornita da Amnesty International non lascia grandi spazi a dubbi: foto, video e testimonianze dirette dei sopravvissuti. “La scala e la brutalità di questi attacchi è difficile da esprimere a parole”, afferma Tirana Hassan, direttore dell’Ufficio per la ricerca sulle crisi dell’ong con base a Londra.

Il conflitto, iniziato nel febbraio del 2003, vede contrapposti i Janjawid (letteralmente “demoni a cavallo”), un gruppo di miliziani arabi reclutati fra i membri delle locali tribù nomadi dei Baggara, e la popolazione non Baggara della regione (principalmente composta da tribù sedentarie dedite all’agricoltura). Il governo sudanese, pur negando ufficialmente di sostenere i Janjawid, ha fornito loro armi e assistenza e ha partecipato ad attacchi congiunti rivolti sistematicamente contro i gruppi etnici Fur, Zaghawa e Masalit. A gennaio, le forze sudanesi hanno lanciato una nuova offensiva contro le roccaforti dei ribelli guidati da Abdul Wahid, nella zona di Jebel Marra, dove si sono registrati pesanti bombardamenti che di fatto colpiscono la popolazione civile.

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